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Carta blu o Blue card, cosa cambia con l’ultima riforma

Una delle tematiche più attuali e importanti è sicuramente quella che riguarda gli arrivi degli stranieri extracomunitari  sul territorio nazionale italiano.
Tra le varie tipologie di permesso di soggiorno che possono essere richiesti dai cittadini extracomunitari c’è senza dubbio la Carta Blu UE: di cosa si tratta, a chi è riservata, com’è possibile accedervi?
Cerchiamo di fare chiarezza in merito a questo argomento, fornendo una breve ma al contempo dettagliata panoramica e rispondendo a ciascun quesito posto.

Carta Blu UE: di cosa si tratta e a chi viene rilasciata?

La Carta Blu UE è una speciale tipologia di permesso di soggiorno rilasciata dalla questura e mirata esclusivamente al cittadino straniero extracomunitario altamente qualificato.
Tale documento segue la stipula del classico contratto di soggiorno per fini lavorativi ed ha durata biennale nel caso in cui il lavoro sia a tempo indeterminato.
Quali sono alcuni requisiti richiesti affinché lo straniero possa ottenere alla Carta Blu UE?

  • è necessario che l’interessato svolga prestazioni lavorative retribuite per conto e sotto la direzione o il coordinamento di un’altra persona fisica o giuridica;
  • deve essere in possesso del titolo di istruzione superiore rilasciato da autorità competente nel Paese dove è stato conseguito, dopo un percorso formativo di almeno 3 anni, concluso con il conseguimento di una qualifica professionale superiore nonché, in caso di professioni regolamentate, degli specifici requisiti previsti per il loro esercizio;
  • La domanda di nulla osta al lavoro per i lavoratori altamente qualificati è presentata dal datore di lavoro allo sportello unico per l’immigrazione (Prefettura) che, in presenza delle condizioni di legge, rilascia tale nulla osta, che consentirà all’interessato di ottenere il visto d’ingresso per l’Italia;
  • Il nulla osta è sostituito da una comunicazione del datore di lavoro, qualora quest’ultimo abbia sottoscritto con il Ministero dell’Interno uno specifico protocollo d’intesa;
  • Non occorre il visto d’ingresso per l’Italia qualora lo straniero sia già legalmente presente sul territorio nazionale ovvero sia titolare di carta blu UE rilasciata da un altro Stato membro, ove ha già soggiornato legalmente da almeno 18 mesi. In tale ultima ipotesi occorre che il datore di lavoro, entro un mese dall’ingresso del lavoratore altamente qualificato, presenti la domanda di nulla osta al lavoro.

La riforma del 15 settembre 2021: cosa cambia con la sua entrata in vigore

La riforma attuata a metà settembre del 2021 ha cambiato alcuni dei requisiti di accesso alla Carta Blu UE onde facilitare la stabilizzazione e il consolidamento delle situazioni lavorative degli stranieri.
Cos’ha portato il Parlamento Europeo ad emanare tale riforma sulla Carta Blu UE e sul suo funzionamento?
Specie nell’ultimo periodo e a causa della pandemia, alcuni settori chiave stanno risentendo della notevole e sempre più grave riduzione della forza-lavoro; diminuendo i requisiti di accesso alla Carta Blu si espande il suo raggio d’azione, consentendo a più cittadini non-UE altamente qualificati di trovare impiego in settori in evidenti difficoltà.
In particolare, tale riforma ha sancito 3 principali modifiche:

  • requisiti e criteri di accesso permeati da più flessibilità: dal 15 settembre 2021, il contratto di lavoro valido per ottenere accesso alla Carta Blu UE può avere una durata sufficiente di 6 mesi;
  • il salario minimo di coloro che intendono accaparrarsi la Carta Blu ha subito una riduzione significativa, espandendo quindi il pool di impieghi possibili per lo straniero;
  • tramite la Carta Blu UE e grazie a tale riforma, ora è possibile spostarsi tra Paesi facenti parte dell’Unione Europea in maniera più facile, specialmente se fatto per ricongiungersi ai familiari.

Andiamo a considerare ciascuna modifica più nel dettaglio:

la nuova e prima regola consente ai lavoratori stranieri di presentare un contratto di lavoro o, in alternativa, un’offerta vincolante dalla durata minima di almeno 6 mesi e non più di 1 anno.
Oltre a ciò, è stata notevolmente abbassata la soglia salariale del suddetto contratto di lavoro, facendola intercorrere da un minimo del 100% ad un massimo del 160% del salario medio lordo dello specifico Stato UE (la precedente soglia aveva un minimo del 150%).
Ovviamente, per poter effettivamente ricevere la Carta Blu UE, sarà necessario attestare le reali competenze del lavoratore altamente qualificato, in ottemperanza agli standard del settore nel quale opererà.
Infine, i possessori della Carta Blu potranno spostarsi in Paesi UE dopo aver trascorso un periodo minimo di 1 anno nella nazione nella quale hanno ricevuto la Carta; oltre a ciò, i ricongiungimenti familiari saranno molto più veloci ed efficaci, grazie alla garanzia che tale Carta assicura, ovvero l’accesso al mercato del lavoro anche dei familiari dello straniero possessore della Carta.
Dopo aver analizzato i sostanziali cambiamenti che la riforma del 15 settembre 2021 ha apportato al funzionamento della Carta Blu UE, cerchiamo di dare risposta ad alcune delle più frequenti domande in merito a questa speciale documentazione.

Chi sono i lavoratori altamente qualificati che possono ottenere la Carta Blu UE?

I lavoratori stranieri altamente qualificati sono tutti coloro che sono in possesso di un titolo di studio rilasciato da un qualsivoglia istituto di istruzione superiore, il quale attesti tramite documento scritto l’avvenuta partecipazione dello straniero ad un percorso formativo post-istruzione secondaria dalla durata minima di 3 anni, al termine dei quali è stato conseguito l’apposito diploma.
Oltre a ciò, la normativa riguardante la Carta Blu espande il suo raggio d’azione anche a coloro che possiedono qualifiche professionali di natura tecnica, purché soddisfi alcuni requisiti, come il far parte di uno dei 3 livelli regolamentati dalle classifiche ISTAT delle professioni, quali:

  • Livello 1, riguardante imprenditori, legislatori e alti dirigenti;
  • Livello 2, del quale fanno parte le cosiddette professioni intellettuali, nonché scientifiche e altamente specializzate;
  • Livello 3, caratterizzato dalle professioni tecniche

Oltre a tutto ciò, inoltre, è possibile effettuare dei corsi formativi finalizzati a professioni regolamentate, cioè un’ampia gamma di professioni che includono iscrizioni ad albi nonché a registri o inserimenti a specifiche graduatorie di merito.
Per esse, è necessario possedere:

– il relativo riconoscimento che attesti la qualifica, rilasciato da enti statali come il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR);

– la dichiarazione di valore del titolo di studio estero fornita dalla Rappresentanza diplomatica italiana

Se, in caso contrario, la qualifica professionale non sia regolamentata da quanto detto sopra, la procedura di soddisfazione dei requisiti viene gestita dalla Circolare congiunta del Ministero dell’Interno e del Lavoro, la quale sancisce la fine dell’obbligo di presentazione del riconoscimento della qualifica professionale che viene sostituita dalla dichiarazione di valore del titolo di studio estero.

I titolari di Carta Blu possono richiedere il ricongiungimento familiare?

La risposta a questo quesito è : il possessore di Carta Blu ha il diritto di richiedere il ricongiungimento familiare, purché esso si conformi alle disposizioni generali previste dall’art. 29 del T.U. riguardante l’immigrazione.
Tale diritto, tuttavia, prescinde dalla durata del permesso di soggiorno, in quanto, con la recente riforma del 15 settembre 2021, è una clausola staccata da tale documento, fruibile dallo straniero in qualunque momento.

Il titolare di Carta Blu può cambiare lavoro dopo l'ingresso in Italia?

Al momento, esistono dei vincoli riguardo questo punto: uno su tutti impone al lavoratore di mantenere la propria occupazione per almeno i primi 2 anni, clausola che preclude sia la possibilità di cambiare tipologia di esercizio lavorativo, magari passando ad un lavoro non altamente qualificato, che la possibilità di cambiare anche il datore di lavoro.
Nello specifico, si tratta di un divieto categorico quello riguardante il cambio di sfera lavorativa, mentre è un vincolo soggetto a variazioni quello riguardante il cambio del datore di lavoro, in quanto tale modifica dev’essere necessariamente regolamentata e autorizzata dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

La Carta Blu può essere richiesta anche da un cittadino straniero già regolarmente soggiornante in Italia?

Anche la risposta a questo quesito è positiva, purché il suddetto cittadino straniero soddisfi alcuni necessari requisiti, quali:

  • il possesso di un permesso di soggiorno definitivo, che sancisca la possibilità di soggiornare nel territorio nazionale;
  • il cittadino straniero non deve avere legami parentali con cittadini europei liberi di circolare in Italia in base alle norme comunitarie;
  • lo straniero non deve soggiornare per motivi di natura lavorativa, che sia essa autonoma, dipendente o stagionale;
  • lo straniero non deve essere vincolato da un accordo stipulato da uno Stato membro dell’UE mirato a facilitare il suo ingresso in esso;
  • lo straniero non deve essere stato colpito da decreto di espulsione dal territorio nazionale per qualsivoglia motivazione. Tale requisito si estende anche a coloro che sono in possesso di una sospensione riguardante la loro libertà di circolazione nei confini del territorio

Al titolare di carta blu UE può essere riconosciuto lo status di soggiornante di lungo periodo?

La risposta è affermativa, in presenza degli specifici requisiti ed alle due seguenti condizioni:

 -di aver soggiornato legalmente ed ininterrottamente per 5 anni nel territorio dell’Unione in forza di una carta blu UE;

– di essere in possesso, in Italia, da almeno 2 anni, di un permesso di soggiorno in formato elettronico, recante la dicitura carta blu UE.

Ai familiari dello straniero titolare di carta blu UE e dello status di soggiornante di lungo periodo, inoltre, è rilasciato un permesso di soggiorno biennale per motivi di famiglia.

Ai familiari è, infatti, rilasciato il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo qualora dimostrino di essere in possesso dei requisiti richiesti ed abbiano soggiornato, legalmente ed ininterrottamente, per cinque anni nel territorio dell’Unione di cui gli ultimi due in Italia.

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